domenica, gennaio 29, 2006

Precisione del metodo


Le fotografie (a differenza delle misure fatte con uno strumento come lo SQM) contengono gli elementi sufficienti per una autocalibrazione: le stelle. Infatti, è possibile misurare la luminosità di una stella "sommando" la luce dei pixel nei quali la stella si è distribuita (è sufficiente conoscere la dimensione dei pixel; ma su questo tornerò con spiegazioni più dettagliate). La figura mostra una prima grossolana verifica: ho calcolato la magnitudine di 4 stelle di Orione. In corsivo ho riportato la magnitudine esatta (ricavata da Stellarium).
In media la magnitudine ricavata dalle fotografie è circa 0.4-0.5 magnitudini in meno di quella reale. Calcolando però che la luce delle stelle ha subito una estinzione di circa 0.2-0.3 magnitudini (per cui viste da terra attraverso l'atmosfera appaiono 0.2-0.3 magnitudini più deboli; e questo è quello che dovrei misurare in foto) ne risulta che l'errore di misura, indicativamente, potrebbe essere di circa 0.2 magnitudini (forse meno perchè l'altezza della stella è di 45°-50° sull'orizzonte e l'estinzione potrebbe essere stata maggiore).
In ogni caso un risultato assolutamente incoraggiante, considerando che lo SQM viene accreditato di una precisione di +/- 0.1 magnitudini (che poi, come si fa con il passare del tempo a essere sicuri che la precisione non si degrada?).