sabato, gennaio 05, 2008

Rosso su M42?



Ritorno sulla questione della visione dei colori, e in particolare del rosso, su M42. La prima figura riporta le zone dove M42 appare rossa, secondo diverse testimonianze (in particolare i post 2052223 2052492 e 2054309 a pag. 10 e 11).

Nell'ultima uscita osservativa, al rifugio Carota il primo gennaio 2008, abbiamo osservato la nebulosa con filtri OIII, UHC, W23A e con la combinazione UHC+W23A. Il filtro UHC che ho usato ha una banda passante nel rosso e in particolare in H-alfa dove trasmette quasi il 90%. Combinato con il filtro W23A si ottiene la soppressione della trasmissione nel verde e il passaggio della sola banda rossa (con una piccola ulteriore attenuazione).
Le osservazioni sono state fatte da me, Mirko e Mars4ever, anche se io sono stato quello che ha annotato i confini visibili. Il cielo era fra 20.7 e 21 e quindi non certo il massimo, ma ho l'impressione che le indicazioni ottenute non saranno sovvertite in condizioni di cielo migliori.
Senza filtro, o con il filtro UHC, la nebulosa mostrava il "solito" effetto di colore, copn la parte più luminosa centrale leggermente verdognola e il resto più debole una tonalità sul mattone scuro. Abbiamo ripetuto il test di Mirko, mettendo fuori campo la parte brillante, e le ali sono diventate incolore.
E' interessante notare che anche con il filtro OIII, che proprio il rosso non lo fa passare, l'effetto verdognolo-mattone era ancora presente!

Il succo delle prove, consisteva nell'osservare la nebulosa attraverso il filtro rosso chiaro W23A e attraverso il filtro UHC+W23A (in pratica un H-alfa) per prendere nota della parte rossa e H-alfa realmente visibile.
Nella seconda figura ho rappresentato i contorni delle parti visibili in OIII, W23A e H-alfa (rispettivamente aree di colore verde, arancione e rosso). Con il filtro OIII si vedeva la nebulosa che si chiudeva, con alcuni buchi nelle parti più deboli che sono anche nere nella foto. L'intensità limite del contorno è circa 24 magnitudini/secondo d'arco quadrato (con il filtro OIII che scuriva il fondo del cielo). Tutti i contorni si riferiscono al punto in cui la presenza della nebulosa diventava dubbia (con un po' di sforzo, ma non era chiaro quanto di fantasia, si poteva immaginare di vedere anche qualche cosa in più). In particolare i limiti nel filtro rosso chiaro erano abbstanza incerti, perchè la visione delle stelle di campo tutte rosse, produceva l'impressione che tutto il cielo avesse una dominante rossa. I limiti in H-alfa invece erano abbstanza chiari: si vedeva solo la parte della "muraglia" (C) e una zona intorno al Trapezio.
Il motivo della differente estensione delle aree viste nel filtro W23A e in H-alfa non è chiarissimop. La spiegazione che ci siamo dati è che la zona vista nel filtro W23A brilli anche di riflessione, e con il filtro rosso chiaro si percepiscono tutte le lunghezze d'onda dello spettro di riflessione dall'arancio al rosso. Al contrario con il filtro H-alfa si vede solo il rosso di emissione che è evidentemente molto di meno.

Come si può notare quasi tutte le zone dove le testimonianze indicano rosso sono fuori della parte visibile nei filtri rossi: da E a M ben oltre i confini della parte visibile. A rappresenta un filamento adiacente all'ala Sud, spesso nominato come un rosso molto evidente, che ho osservato con attenzione: la parte iniziale dell'ala era visibile nel filtro rosso chiaro, ma non il filamento e nemmeno la parte dell'ala adiacente al filamento. Lo stesso vale per il punto B (adiacente all'ala ma non visibile). Il punto D si trova invece in una zona visibile in W23A, ma non in H-alfa. Se la zona vista in W23A è la parte rossa della riflessione della nebulosa, allora il suo colore per l'occhio umano è quello delle stelle ed è blu. In altri termini il rosso visto nel W23A è molto più debole del verde visto in OIII e non può bastare a far apparire quella zona come rossa.
Resta solo A, che è la grande "muraglia". Questa in verità appare bianca in luce naturale, e d'altra parte l'intensità con cui appare nel filtro H-alfa è molto inferiore a quella con cui la stessa struttura brilla nel filtro OIII. C'è del rosso vero (come in D) ma non abbstanza da prevalere sul verde a cui siamo molto più sensibili.

Ovviamente queste mappe sono un invito a provare con il filtri rossi per verificare quanta parte delle nebulosa si vede. Va anche detto che da casa, con cielo di magnitudine superficiale 19 la parte in OIII è molto più piccola, ma le parti rosse sono circa le stesse. La spiegazione che ipotizzo è che nel verde la visione sia limitata dal contrasto con il fondo cielo. I bastoncelli potrebbero andare oltre ma si fermano al limite imposto dalla luminosità del cielo. Al contrario nel rosso il cielo è già sotto la soglia di sensibilità dei coni e ogni ulteriore diminuzione di intensità è insignificante. Ciò che si vede nel rosso è tutto quello che i coni sono capaci di fare (già da casa), e, se le cose stanno così, non aumenterà in cieli di classe 22.

2 Commenti:

At 29 aprile 2008 23:08, Blogger Rillo(Riccardo) said...

Grandissimo Star!
Lavoro magistrale. Ho riassunto, sul mio blog, schematicamente gli oggetti che sembrano mostrare colori nell'osservazione visuale.E quali tonalità gli osservatori hanno riscontrato.

Ho preso i dati prevalentemente da CN, dai commenti dei vari utenti.

Un tizio vedeva non so quanti colori con un Cassengrain da 30" su un monte a 4000 metri di altitudine.. :P

 
At 30 aprile 2008 19:58, Blogger Stargazer said...

Aspetta un'attimo Rillo! Guarda chi ha scritto il post
è Mauro che deve avere i meriti.

e attiva una e-mail sul tuo blog che altrimenti non si può contattarti
Spero almeno che hai configurato l'avviso ogni volta che qualcuno risponde sui blog a cui sei sottoscritto

 

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